Sfogo.

Siete alla porta di un ristorante ben recensito, avete letto il menu esposto all’entrata e, trattandosi di un menu appetibile a prezzi ragionevoli, vi siete decisi ad entrare. Il ristorante, quasi vuoto, presenta dei tavoli già apparecchiati. Scegliete il tavolo di vostro gradimento, con vista e in un posto comodo, per stare a vostro agio. Arrivato il cameriere, vi legge le opzioni del giorno e, memori del menu letto all’ingresso, voi chiedete le pietanze che volevate consumare. Ci sono molte meno opzioni a confronto con quelle esposte fuori, ma questo non vi turba. Mentre aspettate l’arrivo dei piatti, il cameriere vi chiede di spostarvi nella saletta contigua. Vi alzate e, con pazienza, vi lasciate accompagnare verso un altro tavolo. Il vostro ordine tarda ad arrivare ed iniziate a sentire il morso della fame. Passa ancora del tempo prima che riusciate a mangiare. Mentre siete alle prese con la pasta, iniziate a sentire rumore di stoviglie e posate: stanno sparecchiando tutti i tavoli. Un cameriere munito di scopa e paletta fa slalom tra le sedie e i vostri piedi. Vi portano il conto sul tavolo, nonostante siate solo al primo (di secondo o dessert non se ne parla proprio!). Con grande sorpresa, scoprite che è più del doppio del dovuto, più del doppio di quanto sia scritto nel menu esposto alla porta, più del doppio di qualunque posto! Lo fate presente al cameriere il quale vi assicura che siete voi ad esservi sbagliati e, cambiando palesemente il foglio nella vetrina, ve lo porge per presa visione. Inutile discutere. Rassegnati, tirate fuori il bancomat per pagare. “Solo contante”, vi sentenziano. Allungate la banconota da 100. Intascano subito e vi dicono che non vi possono dare il resto, perché sono in chiusura e la cassa non è agibile. Vi rifilano dei buoni pasto, altra opzione non c’è, e vi spingono verso l’uscita, chiudendo dietro di voi la serranda.

La prossima volta, ovviate le recensioni, quello che gli altri considerano buono, e fate a modo vostro: sedetevi felici nella vostra panineria di fiducia e nutritevi a piacere. Perché, alla fine, quando si mangia, quel che conta è il cibo.

(Testo di M.V.B.)

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